30 apr 2010

23 apr 2010

BIRRA E CASTAGNE: UNA STORIA DI PASSIONE



Oggi esistono più di venti birrai che producono birra alla castagna, chi stagionalmente chi in maniera regolare.

In verità però la nascita della prima birra di questo genere non ha origini italiane ma corse.
Agli inizi degli anni novanta infatti i coniugi Sialelli, spinti dalla volontà di creare un prodotto che prevedesse l’utilizzo della ben nota castagna locale, cominciarono a lavorare al progetto.
Dopo anni di studi e ricerche, nel 1996, a Furiani, nell’alta Corsica, vide la luce la oggi nota birra "Pietra".

In Italia le prime sperimentazioni si registrano attorno al 2001.
Kuaska, nel suo articolo "Colte in castagna" scritto per Slow Food, ricorda come in quell’anno comparse sulla rivista di Unionbirrai uno scritto di Paolo de Martin, membro dell’attivo gruppo trevisano “Soci dea Bira”, nel quale si parlava per la prima volta di una birra alle castagne da loro prodotta, la Malphapana. Nello stesso periodo anche in Liguria la Fabbrica Birra Busalla presentò la sua Castagnasca, prodotta con farina di castagne.

Da allora la castagna è diventata così un ingrediente in grado di ancorare la birra al luogo in cui viene prodotta e dunque, oltre che gioia per il palato, anche un efficace strumento per promuovere peculiarità regionali.
Anche a Marradi abbiamo un birrificio che, sfruttando il legame birra-castagna-territorio, realizza una serie di birre a base di Marron Buono di Marradi o con marroni di altre provenienze.

22 apr 2010

LA DISTRUZIONE DEI CASTAGNI NORD-AMERICANI

I Padri Pellegrini che sbarcarono nel Nord America scoprirono che il Nuovo Mondo era essenzialmente uno gigantesco bosco di castagne.
Le castagne Americane erano infatti l'albero più comune nelle foreste dell'Est, dal Maine alla Georgia fino ad ovest del fiume Mississippi.
Il loro frutto permise la sopravvivenza dei coloni in quei primi durissimi inverni: da qui il perpetrarsi della tradizione del tacchino ripieno di castagne nella festa del Ringraziamento (Thanksgiving day).

Purtroppo però questi alberi maestosi furono distrutti, pur involontariamente, dall'operato dell'Uomo.

Il Cancro corticale (Endothia parasitica) fu segnalato per la prima volta negli Stati Uniti a New York City nel 1904.
La malattia arrivò attraverso i battelli provenienti dall'Europa, ove è endemica.
Si diffuse rapidamente fino ad arrivare ad uccidere tutte le piantagioni di Castagne americane della varietà Castanea Dentata (Miller) presenti nell'est degli Usa.
Si osservò che dalle base dei ceppi degli alberi morti ripartivano dei getti, che talvolta arrivavano a fruttificare: purtroppo però questi nuovi alberi non sopravvivevano oltre i 5-6 metri di altezza.

castagneti colpiti: US Forest Service

Nel sud-est, la varietà locale che prende il nome di Chinkapin, pur quantitativamente non molto importante, subì la stessa sorte.

Non ci furono invece segnalazioni ad ovest del Mississippi, nella zona delle Ozark Mountains, ove è presente un eco-tipo locale, la Castanea ozarkensis: da studi successivi, si ritiene comunque che anche in quella zona ci furono piante colpite.

Lo Stato della Pennsylvania, con la co-operazione del "United States Department of Agriculture" cercò, dal 1912 al 1914 di sviluppare un piano per arrestare l'infezione. Purtroppo il programma si basava su informazioni assolutamente insufficenti, dal momento che oggi sappiamo che il cancro era si era pesantemente sviluppato in molti altri Stati in modo tale che era oramai estremamente difficile da mettere sotto controllo.

Sostanzialmente l'intervento del Ministero dell'Agricoltura ebbe come effetto il rallentamento della diffusione del male, in modo da consentire agli agricoltori di poter vendere il legname tagliato da milioni di acri di castagneti non ancora colpiti.
Gli alberi già infetti dovevano infatti essere bruciati.

Sulla Pacific Coast la prima infezione fu trovata sia su castagne europei, sia su castagneti giapponesi, ad Agassis nella British Columbia (Canada).
Gli alberi furono subito abbattuti, ma il cancro riapparve su altri alberi, particolarmente delle varietà europee; anche questi furono a loro volta tagliati.
Uno secondo focolaio fu trovato in Oregon, originato da una spedizione di marze da innesto dall'Est degli Usa.
Furono fatti estesi tagli nel 1929 e nuovamente nel 1934, ed in effetti non furono trovate altre piante ammalate nella zona.
Una terza infezione apparve a Seattle, nello Stato di Washington, anche questa presumibilmente originata da castagni importati.
Anche in questo caso si procedette ad un abbattimento immediato.

E' il 1934 quando l'infezione viene trovata in diversi castagneti irrigui in California.
La risposta delle autorità statali fu rapida; gli alberi bruciati e TUTTI i castagni conosciuti furono ispezionati da patologisti Fedrali o dello Stato.
Fu inoltre promulgato un embargo sull'importazione di piante e/o marze di castagno dal resto degli Usa.
Il successo nella lotta alla limitazione dell'espansione del cancro corticale fu inoltre aiutato dal fatto che nell'Ovest i castagneti erano piuttosto sparsi e decisamente più radi che nell'Est, fattore che ne favorì la distruzione nel New England.

L'infezione colpì, pur in maniera sporadica, anche alcune varietà di querce (Quercus montana).
In ogni caso l'infezione si limitò a colpire rami e corteccia, ma causando danni piuttosto lievi: più virulenta nella varietà Quercus stellata.

Il risultato fu la perdita del patrimonio castanicolo americano.
Oggi diversi organismi pubblici, associazioni ed aziende private stanno lavorando per selezionare e piantare nuove varietà che diano slancio alle produzioni locali.

12 apr 2010

LE NUOVE GEMME



Iniziano ad esser ben formate le nuove gemme dei castagni, pur con un ritardo di circa 15 giorni rispetto all'anno passato, dovuto ad una primavera non certo dolce.

01 apr 2010

STRADA del MARRONE DEL MUGELLO DI MARRADI



A Marradi è nata anni fa l'ASSOCIAZIONE STRADA DEL MARRONE DEL MUGELLO DI MARRADI che ha l'intento di valorizzare il nostro territorio utilizzando la fitta rete di sentieri che attraversano i nostri maestosi castagneti.



Seguendo gli itinerari proposti, ci si può perdere attraverso soleggiati crinali, boscose vallate, fiumi e ruscelli che si alternano ai secolari castagneti.
Le tappe sono rappresentate dalle aziende della Strada: offrono al turista il piacere di conoscere ed apprezzare tutti i prodotti ottenuti dalle trasformazioni dei frutti e del legno del castagno, e di avvicinarsi agli aspetti meno noti della sua filiera agro-alimentare, che culminano con la stagione della raccolta, a cui è possibile partecipare.
Punto d'onore per tradizione è ottenere un frutto di grossa pezzatura, tanto che ogni anno, i marroni più belli sono esposti nella vetrina della Farmacia del Paese, dove si trovano indicati il peso e la provenienza.

In ogni stagione i ristoranti inseriscono nei loro menù sfiziosi piatti a base di marroni e le pasticcerie su richiesta preparano la tradizionale la torta di marroni e marrons glaces della più alta qualità, creando inoltre momenti degustavi e visite ai loro laboratori.

Nelle falegnamerie l'abile lavoro dei nostri artigiani farà toccare con mano l'imponenza, la consistenza e la bellezza di mobile in massello.

Infine per una conoscenza storico - scientifica più approfondita, diventa interessante e fondamentale tappa del viaggio una visita al Centro di Documentazione sulla Castanicoltura, dove consultare raccolte, pubblicazioni, ricerche, atti di convegni, studi e materiale fotografico.

Gli amanti del turismo a cavallo possono invece prenotare escursioni attraverso le più suggestive bellezze del nostro Appennino, mentre per coloro preferiscono viaggiare su due ruote, sono numerosi gli itinerari che toccano i luoghi di maggiore interesse paesaggistico e storico.



Per chi invece volesse soffermarsi più a lungo, la Strada parte dalla considerazione che il nostro è un piccolo paese.
L’amore per questo paese ci impedisce di ampliare la ricettività con colate di cemento e contemporaneamente è forte il desiderio che le persone che scelgono Marradi non si sentano estranei rispetto ai ritmi di vita che ancora sopravvivono da noi.

Così è nato l'Ospitalità diffusa, che si rivolge a coloro che amano soggiornare in un contesto di pregio, come quello di Marradi, senza avere le barriere create dalle grandi strutture alberghiere, ma che comunque non vogliono rinunciare ad usufruire dei servizi alberghieri, come l’assistenza, il servizio ristorante o la colazione in camera.

Le sue componenti sono dislocate in immobili diversi, che si trovano all'interno dello stesso comune di Marradi, spesso nate dopo l’attento recupero di antiche strutture rurali o nobiliari, evitando quindi di risolvere i problemi della ricettività con nuove costruzioni.

La Strada del Marrone del Mugello di Marradi fa parte della Federazioni delle strade del vino, dell'olio, dei sapori di Toscana.